Tra me e l'universo scorre un magico senso di pace, amore, mi rilasso e aspiro la beatitudine ed il silenzio.
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venerdì 12 ottobre 2012
CANDELA DA MASSAGGIO AL CIOCCOLATO
Formula per 100 g:
30 g cera d'api pura
25 g burro di cacao non deodorizzato
12 g burro di karitè
10 g burro di mango
20 g olio (oleolito camomilla, lavanda, calendula)
1 g dry flo
2 g vitamina E
4 gocce di fragranza al cioccolato
Sciogliere a bagnomaria le cere e gli oli, mescolare e mettere in un bicchierino con lo stoppino, se non riuscite a tenerlo fermo, bloccatelo con una molletta da biancheria sul bordo del bicchiere.
Uso:
Accendere la candela e quando si è sciolta un pò, versare qualche goccia sul palmo della mano e massaggiare.
Leggi anche:
CERA D'API: PRODOTTO MILLE USI
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COSMESI NATURALE FAI-DA-TE,
LA FABBRICA DELLE CANDELE
mercoledì 25 luglio 2012
CERA D'API - PRODOTTO MILLE USI
La cera d'api è un prodotto delle nostre care amiche, molto utilizzato, la cera è fabbricata dalle api operaie a partire dall’undicesimo giorno di vita, quando vengono sostituite nel compito di nutrire la covata da api più giovani, in un avvicendamento preordinato dei compiti che ha dell’incredibile, tanto è perfettamente organizzato da leggi non scritte della Natura,allo scopo di assicurare il benessere di tutta la comunità.
Le api addette alla produzione di cera svolgeranno questo nuovo compito per circa una decina di giorni, per poi dedicarsi nell’ultima fase della loro breve vita a bottinare il nettare, il polline e la propoli, secondo il periodo dell’anno, in un lavoro che le vedrà instancabili protagoniste nel passaggio di fiore in fiore, sempre partecipi in una società ideale, dove l’unione fa la forza e assicura la sopravvivenza della comunità.
Come si forma?
La cera è la secrezione delle ghiandole ciripare, che si trovano tra gli anelli dell’addome, ed è il risultato di una trasformazione chimica del nettare. Le dimensioni di queste ghiandole ciripare dipendono dall’età, e non appena l’ape passerà a svolgere il compito di bottinatrice con i voli quotidiani fuori dall’alveare, esse tenderanno gradualmente ad atrofizzarsi. La cerache essuda dal corpo dell’ape e si solidifica in minuscole scaglie di circa 3 millimetri di diametro e 0,1 millimetri di spessore (per produrre un grammo di cera occorreranno circa 1.100 scagliette) viene staccata con le pinze delle zampe posteriori, e prima di utilizzarla per costruire i favi dell’arnia verrà triturata ed amalgamatacon le mandibole.
La costruzione di un favo è un’attività sociale alla quale partecipano centinaia di api operaie: aggrappate le une alle altre le api formano delle catene di lavoro e con straordinaria destrezza, nel buio dell’arnia, costruiscono gli alveoli esagonali con incredibile precisione. L’esagono è la forma geometrica perfetta, che permette di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, consentendo di costruire il maggior numero di cellette con il massimo risparmio di cera, circa 850 alveoli ogni decimetro quadrato di favo. Anche il risparmio di cera è importante, perché la sua produzione richiede notevoli risorse, tenuto conto che per produrre un kilogrammo di cera le api devono consumare dieci kilogrammi di miele. Sulla base dei dati acquisiti è possibile stabilire con buona attendibilità che per produrre un kilogrammo di cera una singola ape dovrebbe ipoteticamente volare per 530.000 kilometri, ben dodici volte il giro del mondo. Sono numeri impressionanti che ci fanno riflettere sulla preziosità dei prodotti che l’alveare ci offre, sul lavoro di squadra che questi infaticabili insetti compiono in perfetta armonia, sui benefici che l’uomo può trarre nell’uso dei tanti prodotti che le api ci regalano e sulla loro preziosità, se non altro considerata la mole di lavoro che comporta la produzione di una pur piccola quantità.
Gli usi
La cera d’api raramente è pura, contiene sempre un insieme di componenti, tra cui un 5% di polline e propoli. In altre epoche, quando le arnie erano fisse e per prelevare il miele si era costretti a distruggere i favi, la cera costituiva una parte importante del guadagno per l’apicoltore, a scapito della produzione di miele, ovviamente, come visto, ma non c’erano alternative. Con l’avvento delle nuove tecniche di allevamento delle api domestiche, le cose sono radicalmente cambiate, e oggi nell’apicoltura moderna, con l’impiego di arnie e telaini mobili, che una volta svuotati del miele vengono riutilizzati più volte, la produzione di cera rappresenta l’ultimo interesse per l’apicoltore, se non come fonte di materia prima per la produzione dei fogli cerei prestampati, con alveoli preformati sui quali le api dovranno solo costruire le pareti.
Evidentemente l’apicoltore dei nostri giorni privilegia la produzione di miele, polline, eventualmente pappa reale e infine propoli, piuttosto che la cera. E’ un vero peccato, perché la cera d’api non è sufficientemente valorizzata come meriterebbe, anche se viene tuttora impiegata, nonostante l’uso massiccio di prodotti sintetici alternativi, che mai potranno eguagliare in qualità il prodotto originale delle nostre amiche api.
Nell’antichità, quando la cera d’api era più disponibile, veniva usata per fabbricare le tavolette sulle quali si scriveva e per imbalsamare i morti. Successivamente la cera d’api è stata utilizzata per la produzione dell’encausto, una soluzione a base di cera d’api, addizionata con essenza di trementina, un prodotto naturale ineguagliabile per il trattamento del legno, che oltre a proteggere il legno svolge anche azione insetticida e antisettica. Con la cera d’api si fabbricavano candele dal profumo sottile, che nell’ambiente diffondevano un qualcosa di particolare, purtroppo dimenticato. La cera veniva anche usata per sigillare la corrispondenza: dice niente la parola guardasigilli? E’ ancora attuale, la parola, anche se l’uso della cera allo scopo è dimenticato. La cera aveva inoltre un grande impiego in cosmetica, anche se in tempi recenti è stata soppiantata da prodotti sintetici.
La cera naturale d’api viene ancora usata come ingrediente fondamentale nella produzione di creme e unguenti dall’industria cosmetica, essendo ricca di proprietà che i prodotti sintetici non sono ancora stati in grado di eguagliare.
Inoltre, le candele di cera d'api risultano di gran lunga superiori rispetto a quelle di comune paraffina. Si ritiene che le candele di cera d'api puliscano e purifichino l'aria, oltre ad emettere salutari ioni negativi. La cera d'api produce una luce molto più intensa, con una bellissima aura dorata e minor tremolio. Essa è inoltre naturalmente aromatica e ha il profumo dolce del miele. Le candele di cera d'api ardono più a lungo, perciò il loro costo totale è inferiore a quello delle candele 'meno care'. Quando accendete le candele, ricordate le persone che hanno compiuto questo gesto prima di voi, e cosa la cera d'api simboleggiava per loro, onoratene la lunga storia per donare una luce speciale alla vostra casa.
Ci sono poche cose più ristoratrici della calda, dorata luce delle candele di cera naturale fatte a mano.
Per acquistare cera d'api pura scrivi qui
CANDELE: ARGOMENTO SCOTTANTE
Spesso ci si è chiesti quale sia il rischio che corre il consumatore
nell’utilizzo delle candele "non pure". Questo prodotto, infatti, apparentemente innocuo, può celare al suo interno
diverse sostanze pericolose, in grado di inquinare l’ambiente, in cui sono sprigionate, attraverso la
combustione della fiamma. Il problema diviene sempre più importante, se si pensa all’aumento di consumo che questo grazioso
complemento d’arredo sta riscuotendo nel nostro Paese.
Da secoli la candela è un elemento che accompagna le nostre giornate, anche se nel tempo la sua funzione si è
in parte modificata, acquisendo significati nuovi, divenendo compagna di un “percorso benessere” che
inizia dalla cura del proprio tempo e del proprio io, passando per la piacevolezza della sua forma, attraverso
il calore del balenio della sua fiamma.
Esistono però candele realizzate con materiali scadenti in grado di sprigionare nella stanza sostanze
tossiche pronte a colpire il nostro organismo. Pensare al benessere con questa oscura minaccia diventa
molto difficile.
Le principali problematiche relative alle candele, realizzate con materiali scadenti e pericolosi, sono
rappresentate dai seguenti fattori:
1) Utilizzo di paraffina non raffinata al 100% per uso alimentare: questo comporta che nella
materia prima utilizzata vi siano contenuti sostanze pericolose che superano, di gran lunga, i valori
tollerati, come ad esempio, benzene, toluene, zolfo, dietiftalato e formaldeide, composti che, durante
l’ardenza della candela, risultano essere altamente tossici e nocivi per la salute dell’uomo.
2) Presenza di nylon e piombo nello stoppino: perché la candela sia di ottima qualità e sicura, esso
deve essere di cotone al 100%; candele di bassa qualità hanno, sovente, l'anima dello stoppino in
nylon o in piombo (facilmente individuabili ad occhio nudo, incidendo con l’unghia la punta dello
stoppino stesso) ed, ancora una volta, quando la candela è accesa, si sprigionano sostanze
altamente tossiche, come ad esempio ossido di piombo o diossine.
3) Coloranti non idonei al contatto con gli alimenti e non certificati secondo norme: spesso i
coloranti utilizzati per candele contengono sostanze molto pericolose come il cromo esavalente, il
piombo o altri metalli pesanti, che durante la combustione vengono rilasciati e sono fonte di grave
inquinamento.
4) Essenze non certificate: i profumi utilizzati nelle candele, nella stragrande maggioranza,
sono di scarsa qualità, a causa dell’idea diffusa tra i produttori che il loro impiego nella paraffina sia
meno “nobile” rispetto ad applicazioni, come nel caso di prodotti cosmetici o di profumeria, in cui è
obbligatorio per legge effettuare controlli e verifiche di laboratorio, di gran lunga più severe, perché
le fragranze sono esposte direttamente al contatto con l’uomo. Per questo è molto frequente nei
trovare, nei profumi utilizzati per le candele, presenza di solventi al piombo, glicoli, terpeni adulterati
e altre sostanze molto pericolose, in grado perfino di divenire dei “perturbatori” del sistema
endocrino e causa di gravi malattie anche al sistema riproduttivo dell’uomo e degli animali. Forse Vi
sarà, forse, capitato vivere la spiacevole sensazione di provare una vertigine, un capogiro o un
fastidio alla gola, in una stanza in cui era accesa una candela profumata con tali sostanze. La
certificazione garantisce che l’essenza può essere utilizzata per tutti i fini cosmetici (creme
corpo, profumi, oli massaggio, saponi, deodoranti ecc) ed è omologata nell’impiego per le candele,
senza causare problemi all’ambiente o alla salute.
Molte candele di importazione (e non solo d’importazione!) nascondono all' interno, sotto un sottile strato di
cera, materiale di bassissima qualità oppure, se sono contenute in recipienti, addirittura uno strato
di polistirolo emulsionato con residui di idrocarburi ricchi di policiclici aromatici, sostanza quest’ultima,
tristemente nota per l’effetto cancerogeno. Molto spesso sono realizzate con materie prime
classificate come pericolose per la Salute dell’Uomo. A volte non è semplice individuarle, poiché sono
confezionate e ben architettate per celare i loro difetti occulti, ma un termine di paragone, molto spesso
tangibile ed attendibile, può essere rappresentato dal prezzo:
le materie prime, in grado di garantire la produzione di candele di alta qualità, hanno un costo di approvvigionamento fissato sul mercato globale, attraverso le borse internazionali, ad un valore uguale a livello mondiale, per cui se, davanti all’acquisto di una candela, esiste una differenza evidente di prezzo, significa che, per prodotto molto economico, non sono state utilizzate materie prime che possano assicurare il Consumatore sulla qualità della referenza scelta, anzi avrà buoni motivi per pensare che...
“a volte il gioco non vale la candela!!”
le materie prime, in grado di garantire la produzione di candele di alta qualità, hanno un costo di approvvigionamento fissato sul mercato globale, attraverso le borse internazionali, ad un valore uguale a livello mondiale, per cui se, davanti all’acquisto di una candela, esiste una differenza evidente di prezzo, significa che, per prodotto molto economico, non sono state utilizzate materie prime che possano assicurare il Consumatore sulla qualità della referenza scelta, anzi avrà buoni motivi per pensare che...
“a volte il gioco non vale la candela!!”
Un dato su tutti, per rendere chiaro il pericolo che si corre nell’usare una candela realizzata con materie
prime non certificate e di bassa qualità, addirittura spesso molto pericolose per la salute:
una candela di 15 grammi (una semplice tea-ligth, oggi molto in voga nel ns. mercato) accesa in una stanza di 20 mq, è in grado di produrre particolati e polveri sottili pari a un valore 200 volte maggiore dei limiti di sicurezza Ambientali applicati in una città, come Milano, quando viene bloccata la circolazione dei veicoli, per l’allarme inquinamento.
Questo grado d’inquinamento domestico espone gli Ospiti della stanza a gravi rischi per la Loro Salute. Test effettuati su Consumatori americani hanno rilevato che un’esposizione media al fumo passivo di una candela con lo stoppino con anima di piombo , per quatto ore al giorno per una settima, eleva il tasso di piombo nel sangue per valori 13 volte superiori al limite massimo consentito. Gli effetti del piombo sono anche da rilevarsi a causa dei solventi al piombo utilizzati per realizzare i profumi! L’ossido di piombo e il cabonato di piombo sviluppati restano aggrappati alle pareti della stanza, alle tappezzerie, al sofà ecc., per cui continuano il loro effetto cancerogeno anche quando la candela è spenta o completamente consumata.
una candela di 15 grammi (una semplice tea-ligth, oggi molto in voga nel ns. mercato) accesa in una stanza di 20 mq, è in grado di produrre particolati e polveri sottili pari a un valore 200 volte maggiore dei limiti di sicurezza Ambientali applicati in una città, come Milano, quando viene bloccata la circolazione dei veicoli, per l’allarme inquinamento.
Questo grado d’inquinamento domestico espone gli Ospiti della stanza a gravi rischi per la Loro Salute. Test effettuati su Consumatori americani hanno rilevato che un’esposizione media al fumo passivo di una candela con lo stoppino con anima di piombo , per quatto ore al giorno per una settima, eleva il tasso di piombo nel sangue per valori 13 volte superiori al limite massimo consentito. Gli effetti del piombo sono anche da rilevarsi a causa dei solventi al piombo utilizzati per realizzare i profumi! L’ossido di piombo e il cabonato di piombo sviluppati restano aggrappati alle pareti della stanza, alle tappezzerie, al sofà ecc., per cui continuano il loro effetto cancerogeno anche quando la candela è spenta o completamente consumata.
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