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sabato 13 ottobre 2012

PANCIA GONFIA? BEVI UNA TISANA!


Le tisane sgonfianti, come agiscono

Le tisane sgonfianti sono validi alleati della bellezza: le loro proprietà contribuiscono ad accelerare processi fisici importanti per lo scopo antigonfiore, quali drenaggio, eliminazione di liquidi, eliminazione dei grassi, dimagrimento.
Tra le tisane che si possono scegliere come ottimi sgonfianti naturali, vi sono sia quelle già pronte, confezionate in bustina, che quelle “assemblabili” con le erbe che più vengono incontro alle vostre esigenze. Il metodo di preparazione è quello classico delle tisane: acqua bollente, erbe (che si possono lasciare sobbollire, in infusione, a riposo a seconda dei tipi) o bustine, miele se preferite.
Il miglior modo di assumerle è con costanza, tutti i giorni, la mattina appena svegli e la sera prima di coricarsi. Questo come minimo. Possibilmente andrebbero assunte anche durante la giornata, arrivando fino a tre tazze al giorno.

Le tisane sgonfianti: quali scegliere

Ecco a seguire un utile elenco di tutte le piante dai principi sgonfianti che si possono utilizzare per fare confezionare, dall’erborista di fiducia, la più efficace tra le tisane sgonfianti. Le erbe da utilizzare sono:
fiori di lavanda, tè verde, finocchio, rafano, menta, angelica, semi di anice,  semi di finocchio, semi di cumino, mirtillo rossocarciofo, liquerizia, equiseto, centella, pilosella, bacche di ginepro, germogli di mais, gambi di ciliegia, malva, ortosiphon, tarassaco, verga d’oro, carvi, escozia,coriandolo, melissa.

A seguire vi proponiamo degli esempi di combinazioni per realizzare ottime tisane sgonfianti:
Semplice: Mettere 1 cucchiaino di fiori di lavanda con 1/2 cucchiaino di tè verde in infusione in una tazza di acqua ben calda per 5 minuti, quindi filtrare e dolcificare se si desidera con miele.
Speziata: Mescolare semi di finocchio, coriandolo, cardamomo, melissa, cumino, malva, anice stellato in pari quantità (al pari di un cucchiaio), portare ad ebollizione l’acqua, spegnere e versare le erbe. Lasciare in infusione per circa 15 minuti, quindi filtrare e dolcificare con miele.
Ultra-drenante: tarassaco, gambi di ciliegia, mirtillo rosso. Versare due cucchiaini del mix di erbe in acqua bollente, fare riposare per una decina di minuti e poi bere.
Vi potrete sbizzarrire nella preparazione di nuove formule sgonfianti, grazie al consiglio dell’erborista, specificando se, altre al gonfiore addominale, vi è presenza di cellulite o di gambe gonfie e stanche.
Ricordatevi che anche un cucchiaino di argilla bianca ventilata è un ottimo sgonfiante, che si può aggiungere alla fine di ogni tisana.
Curiosità: anche l’ayurveda agisce contro i gonfiori, ecco i consigli dal libro “Abyangam. Massaggio ayurvedico” di Swami Joythimayananda: per questo disturbo fastidioso  bere tutti i giorni muor con amla (bevanda tipica con l'aggiunta di ribes indiano) che è un ottimo preparato per combattare la pancia gonfia. All’inizio di ogni stagione fare una cura disintossicante con tisana Niragada.

venerdì 12 ottobre 2012

RAFFREDDORE? TISANA ALLO ZENZERO


Per i malanni di stagione non sempre è necessario ricorrere a medicinali fin dal primo starnuto o bruciore di gola! Un buon modo per combatterli invece è quello di gettarsi a capofitto nella preparazione di una tisana disinfettante e rinvigorente come quella a base di zenzero, e volendo, cannella e chiodi di garofano su una base di tè banca.

Tisana disinfettante allo zenzero: come preparare il tè brancha

Il tè bancha è un tipo di tè utilizzato nella cucina macrobiotica, è un tè  ricco di ferro, calcio e vitamina A ed è quasi completamente privo di caffeina risulta quindi un validissimo alleato per la nostra salute.
L'ideale per una buona tisana rinvigorente scaccia malanni è utilizzare due cucchiaini di tè, 2 chiodi di garofano, un piccolo pezzetto di cannella ed una grattuggiatina di zenzero essiccato o un piccolo pezzetto di zenzero fresco direttamente nella tazza con l'acqua bollente.
Lo zenzero si trova sia fresco che secco appunto, nel primo caso non si deve far altro che tagliarne un piccolo pezzetto aggiungendolo nella tazza, nel secondo caso invece basta semplicemente  grattuggiarlo alla fine dell'infusione che deve durare tra i 3 ed i 5 minuti con la tazza coperta.
Ovviamente non superate queste dosi in quanto tutte e tre queste spezie hanno un carattere molto forte.
Questa tisana presa 3 volte al giorno aiuta a tener lontano mal di gola e raffreddore e per i primi sintomi anche a combatterli!
Ma perché mai lo zenzero è così ricco di proprietà? Perché è ricchissimo di oli essenziali, resine e mucillagini ed è un antinfiammatorio ed un antipiritetico naturale, ma non solo perché lo zenzero stimola anche la digestione (e qui capite perché spesso è utilizzato in piatti unti o elaborati!) e la circolazione sanguigna; ma ancora è un potente antiossidante ed un fortissimo anti-nausea. Nella medicina tradizionale cinese -molto usata dalla filosofia macrobiotica-viene usato anche per trattamenti che utilizzano compresse a base di zenzero (garze imbevute di decotti di zenzero o di succo di zenzero fresco) le quali aiutano a diminuire dolori legati alle articolazioni e alle ossa. Non è mai da utilizzare se si soffre di calcoli biliari dato che stimola la cistifellea.

Come coltivare lo zenzero sul balcone

Se volete provarlo certamente potrete trovare lo zenzero fresco e per chi ha un orto, un balcone e un po' di spazio in casa potrà anche sperimentarne la coltivazione diretta dato che questo meraviglioso rizoma non è solo facile da coltivare ma essendo una pianta sempreverde permette una gestione molto veloce, le sue esigenze sono semplici: mai meno di 15°, luce, no ai ristagni di acqua e concimazione magari usando compost di casa e sentirete il profumo che sprigionerà in tutta la casa!

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Tè bancha, usi e proprietà



In Giappone, dove esiste una lunghissima tradizione che riguarda l’uso del tè, il tè bancha viene considerato un tè comune,ordinario, un tè da bere tutti i giorni, molto meno raffinato di un altro tè molto utilizzato: il tè sencha.
In realtà il bancha, che è utilizzato moltissimo da chi segue l’alimentazione macrobiotica, è un ottimo tè ricco di antiossidanti, ferro, calcio e vitA.
Ottimo alcalinizzante del sangue (regola il ph), è diuretico, ipoglicemizzante e depurativo del sangue.
Inoltre essendo praticamente privo di teina (ne ha un contenuto bassissimo) può essere utilizzato anche dai bambini o da chi non può assumere sostanze eccitanti. Molto indicato per chi ha problemi di anemia.
Ci sono due tipi di tè bancha:
  • Tè verde bancha hojicha, ricavato dalle foglie grandi, è l’ultimo raccolto di tè dell’anno, dal colore bruno ottenuto con un processo di tostatura. Ha un sapore leggero che ricorda vagamente il gusto della nocciola. Ha pochissima teina.
     
  • Tè verde Bancha kukicha (il più indicato da usare come curativo), tè verde ottenuto dalla spuntatura dei rametti della pianta vecchia di almeno tre anni, che vengono poi tostati. Ha sapore di nocciola.
    Va fatto bollire per alcuni minuti e può essere riutilizzato per 2/3 volte. Anche questo ha un bassissimo contenuto di teina.
Come utilizzare il Tè Bancha:
Mettere in una pentola un litro d’acqua, portare a bollore, aggiungere un cucchiaio da tavola raso di tè, lasciar bollire per circa 10 minuti.
Spegnere il fuoco e dopo 10/15 minuti filtrarlo. Da bere lungo tutta la giornata.
È buono anche da bere durante il pasto.
Il giorno dopo puoi utilizzare gli stessi rametti facendoli bollire qualche minuto in più.
Meglio utilizzare il tè sfuso piuttosto che quello in filtri.
Naturalmente va bevuto senza zucchero.

Ecco due semplici ricette con il tè bancha Kukicha
Kukicha con aggiunta di shoyu (salsa di soia) : bevanda utile nei casi di stanchezza, mancanza di energia, stanchezza mentale. In una tazza metti un cucchiaio da tè di shoyu, versarci sopra una tazza di tè bollente e bevilo caldo.
Kukicha con aggiunta di umeboshi (prugna utilizzata in macrobiotica): utile per problemi digestivi, gonfiore intestinale e come aiuto per l’attività del fegato.Prendi una tazza di tè bancha e fallo bollire per 4/5 minuti con l’aggiunta di una umeboshi. Bevilo caldo.


martedì 24 luglio 2012

PREPARAZIONE LATTE DI MANDORLE



Bevanda altamente energetica, si prepara con mandorle dolci. E' un alimento con un grande apporto calorico, attenzione quindi a non esagerare con le dosi (visto anche il suo gusto piacevole). Ha proprietà antidepressive, antinfiammatorie, rinfrescanti e riequilibranti dell'umore. Il latte di mandorle è indicato in inverno per la sua azione protettiva vie respiratorie e contro la tosse! Ha un limitato contenuto di carboidrati (quindi è indicato anche per i diabetici), mentre è ricco di proteine e in particolare di acidi grassi insaturi omega3, minerali e fibra alimentare idrosolubile.



Ingredienti per 1 litro di latte:

200 gr. di mandorle dolci
2 o 3 mandorle amare
(facoltativo, se piacciono)
acqua
zucchero a piacere (1 o 2 cucchiai)

Preparazione:

Mettere le mandorle a bagno in acqua tiepida per qualche ora.
Il bagno sarà di aiuto per rimuovere la pelle che sebbene commestibile, renderebbe il latte un po' amarognolo e di colore molto scuro, eliminandola invece si otterrà un latte bianchissimo, che corrisponde al colore che ci si aspetta di vedere in un latte.
Prelevare le mandorle una ad una dall'acqua e spellarle strofinandole tra le dita. Metterle in un frullatore.
Scaldare 1 litro di acqua, quando sarà calda (non bollente) versarne un po' sulle mandorle, fino a ricoprirle.
Frullarle e quando saranno frullate aggiungere altra acqua fino ad arrivare 1 litro. Dare un'ultima frullata veloce, coprire il bicchiere del frullatore con il suo coperchio e lasciare a riposo un paio d'ore, così le mandorle avranno il tempo di liberare nell'acqua tutto il loro aroma.
Una volta terminato il periodo di riposo si può dolcificare e aromatizzare il latte con della vaniglia, se piace, anche se è molto buono da bere così al naturale.
Dare un'ultima frullata e filtrare su un colino a maglia fitta schiacciando la polpa per spremerla, non è necessario usare del tessuto, anche se sottilissime particelle di mandorle rimarranno nel latte serviranno a dare spessore e saranno piacevolissime da bere.
Trasferire il latte in una bottiglia e conservarlo in frigorifero. Consumarlo entro pochi giorni.

MALVA- Malva Sylvestris




Malva: proprietà

I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo.  Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti.
Per questo motivo, l’uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire faringiti, vaginiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti.

Malva: descrizione

Pianta perenne dal portamento cespuglioso, eretto e prostrato. Il fusto (60-80 cm), legnoso alla base, porta foglie picciolate a 5-7 lobi, con margine dentato, ricoperte di peli. I fiori, che spuntano all’ascella delle foglie, sono di colore rosa-violaceo con striature più scure.

Malva: habitat

Frequente nei prati e luoghi incolti di pianura e collina è spesso spontanea negli orti e nei giardini.

Malva: cenni storici

Le virtù emollienti della malva sono conosciute e apprezzate sin dai tempi antichi, infatti, il suo nome deriva dal termine latino mollire cioè “capace di ammorbidire”. I Greci invece la chiamavano malachè, che significa “rendere morbido”Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative, ma era utilizzata anche come cibo dalle persone povere. In effetti, è ottima nelle minestre o lessata e condita con olio e sale.

Malva: ricetta

USO INTERNO
Decotto: 1 cucchiaio raso foglie e fiori di malva, 1 tazza d’acqua
Versare le foglie e i fiori nell’acqua fredda. Accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, colite, o stitichezza.

USO ESTERNO
Con il decotto così ottenuto una volta raffreddato, si può trovare beneficio mediante gargarismi, in caso d’infiammazioni della bocca e della gola o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.

sabato 21 luglio 2012

BETULLA



Pianeta: Venere Luna Sole

Elemento: Terra

Proprietà: Drenante, depurativa, diuretica, antinfiammatoria, tonica.

Indicazioni: Ritenzione idrica, obesità, cellulite, gotta, reumatismi, dermatiti, debolezza dei capelli.
Consigli L'essenza agisce drenando i liquidi in eccesso, attraverso la stimolazione del sistema renale. E' infatti dotata di un efficace potere diuretico, utile per il trattamento di ritenzione idrica, edemi, cellulite, per bagni e massaggi. Aiuta l'eliminazione dell'acido urico, si impiega quindi nei reumatismi gottosi e calcolosi urinarie. Stimola le ghiandole surrenali. E' utile per la pelle in caso di dermatiti secche e squamose, Per frizioni al cuoio capelluto, stimola il ricambio e combatte prurito e forfora. Una ricetta per il trattamento del cuoio capelluto: in 30 ml di olio di cocco aggiungere 5 gocce di camomilla, 5 gocce di coriandolo, 5 gocce di betulla, massagiare l'olio sul cuoio capelluto, prima dello shampoo, lasciare assorbire per quindici minuti.
Per la psiche: La betulla sortisce effetti eccezionali in tensione ed esaurimento nervoso. Infatti messa ad evaporare nella lampada calma lo spirito vitale e dissolve le tensioni. Frizioni con l'olio hanno sul fisico un'azione calmante ed equilibratrice, che favorisce un sonno profondo e ristoratore.

martedì 17 luglio 2012

DEPURARSI CON L'ORTICA




L’ortica è una pianta erbacea perenne, è molto comune, cresce lungo le strade di campagna, nei boschi e nei campi incolti, appartiene alla famiglia delle urticacee. 

L’ortica è nota per la sua azione allergizzante sulla pelle. Le sue foglie sono ricche di flavonoidi, dalla potente azione anti radicali liberi, inoltre è ricca di calcio e potassio, è molto vitale cresce e si diffonde rapidamente, raggiunge un’altezza massima di 150 centimetri, le sue foglie sono ricoperte da peli rigidi e pungenti, che a contatto con la pelle rilasciano un liquido molto irritante che prende il nome di acido formico.

Proprietà dell'ortica
L’ortica ha una forte azione depurativa e diuretica, contrasta l’acidosi del sangue che è causa primaria di numerose malattie, è vasocostrittrice quindi molto utile in caso di emorragie, riduce i livelli di zuccheri nel sangue, è digestiva, stimola le difese dell’organismo ed è molto utile in fase di allattamento, in quanto ne aumenta la produzione.

Ecco come utilizzarla
Assumere tre tazze di infuso d’ortica al giorno, in caso di sistema immunitario debole, debolezza fisica provocata da malattie da raffreddamento, molto indicata in caso di ritenzione idrica, reumatismi e gotta. 
Versare un cucchiaino raso di ortica taglio tisana in una tazza, versare acqua bollente e lasciare in infusione a recipiente coperto per dieci minuti massimo, filtrare e bere durante la giornata, a piacere si può aggiungere un cucchiaino di miele biologico per renderne il gusto un po’ più dolce. Il decotto d’ortica applicato sui capelli ancora bagnati dopo lo shampoo, è molto utile in caso di capelli grassi, ne previene l’insorgenza, ricordo inoltre che l’ortica ci viene in aiuto anche in caso di caduta dei capelli, si può quindi assumere la tintura madre d’ortica trenta gocce in un po’ d’acqua per tre volte al giorno, fino a miglioramento del sintomo. 
Come ultimo consiglio vi propongo l’utilizzo dell’ortica come lozione per detergere la pelle del viso, specialmente in caso di pelle grassa: immergete un batuffolo di cotone nell’infuso freddo e applicate più volte sulla zona interessata evitando il contorno occhi, mattina e sera.

venerdì 13 luglio 2012

TÈ VERDE - anti-invecchiamento, anti-cancro

Il tè verde è una pianta usata dai cinesi da più di 2000 anni, sia come rinfrescante che come medicinale e comunque le sue foglie sono sempre state conosciute come  portatrici di salute. Esistono tre tipi di tè, tutti ricavati dalle foglie della pianta del tè sempreverde, chiamata "Camellia Sinensis": nero, verde e oolong. La loro classificazione varia in base al tipo di lavorazione a cui sono sottoposti. Quello nero dopo essere stato essicato viene fatto fermentare, quello verde viene solamente riscaldato per allontanere il rischio di fermentazione; l'oolong invece viene fermentato solo parzialmente.



I principali componenti del tè verde sono: la caffeina (teina), aminoacidi, vitamina C, olio essenziale, proteine, ferro, calcio, vitamine del gruppo B, teofillina e teobromina, tannini. Molti i principi attivi contenuti in queste sostanze.

Proprietà curative, benefici del tè verde

Uno dei più interessanti aspetti del tè verde riguarda le sue proprietà anti-invecchiamento e anti-cancro. Si è riscontrato che nei paesi ad alto consumo di tè vi è una bassa percentuale di ammalati di cancro. In Giappone le donne che insegnano la cerimonia del tè, e quindi ne assumono in quantità maggiore , sono note per la loro longevità. Le percentuali di cancro al colon, seno, pelle, pancreas e stomaco sono estremamente basse tra i bevitori di tè verde. Anche il cuore ne trae enormi benefici, infatti le molte sostanza antiossidanti presenti nel tè lo proteggono dall'infarto. Non solo. Colesterolo e radicali liberi, nei forti bevitori di tè verde, non sembrano essere un problema; pare che gli antiossidanti in esso contenuti siano molto più attiivi degli antiossidanti contenuti in quasiasi altro alimento, con benefici non indifferenti per la salute.
Anche i fumatori giapponesi che fanno uso di tè verde sembrano essere immuni dal tumore al polmone; avendo il giappone il più alto tasso di fumatori, ha, allo stesso tempo, la più bassa percentuale di ammalati di cancro al polmone. Il tè verde ha inoltre proprietà rilassanti, aiuta a lenire il mal di testa, l'ansia e lo stress. Alcuni dentifrici usano estratti di tè verde, in quanto, pare, esso abbia effetti anche contro le carie ai denti.

giovedì 12 luglio 2012

INFUSO DI MELISSA


La melissa, o Cedronella, Erba Limona, Erba Sana, è una labiata che cresce frequente nelle zone mediterranee. La si rinviene lungo siepi, muri, argini e la si riconosce con una certa facilità perché è sufficiente, in caso di incertezza, strappare alcune foglie e strofinarle per avvertire il caratteristico profumo di limone che essa emana.  
Questo profumo è dovuto ad un olio essenziale che la melissa contiene, olio che rende la pianta apprezzata sia in campo medicinale che aromatico, dove viene impiegata per confezionare liquori ed essenze. 
Per uso farmaceutico si raccoglie la pianta prima della fioritura e si fa seccare in luogo ombroso e areato. Le proprietà della droga sono toniche, stomachiche e calmanti. 
E' indicata nelle malattie seguite da indebolimento e languore, nelle vertigini, nell’isterismo, nel mal di capo e in tutti i casi in cui il sistema nervoso ha bisogno di un calmante. Allo scopo si utilizza l’infuso: 2 cucchiaini di droga fatti sbollentare per un paio di minuti in un quarto d’acqua calda. Uso: 2 bicchieri al giorno.  

SPREMUTA DI POMPELMO

Innanzitutto esso va a stimolare la secrezione dei succhi biliari e gastrici, e inoltre ha notevoli doti digestive. Per esempio, mezzo bicchiere di succo di pompelmo è ideale per sostituire a fine pasto il tradizionale bicchierino di amaro. In esso è presente un alto contenuto di fruttosio, il quale viene assorbito molto velocemente, e quindi è in grado di fornire in breve tempo energia. Il succo di pompelmo, dunque, rappresenta un ottimo integratore per gli atleti e per gli sportivi che si sottopongono a sforzo fisico. Non solo: esso svolge un’importante azione depurativa del sangue, ed è fortemente diuretico (il pompelmo rosa ancora di più rispetto al pompelmo chiaro).

mercoledì 11 luglio 2012

DECOTTO DI FOGLIE D'ULIVO



Una delle piante migliori da utilizzarsi per la cura dell'ipertensione è l'olivo, è molto efficace ed adatta anche a terapie lunghe perchè priva di tossicità. A questo scopo in fitoterepia si utilizzano le foglie che hanno un'azione vasodilatatrice e quindi sono ipotensive, cioè abbassano la pressione del sangue, sia la massima che la minima. Molto efficace, specialmente quando vi sia la necessità di ottenere un rapido abbassamento della pressione sanguigna, è il decotto di foglie di olivo: si fanno bollire 20 grammi di foglie di olivo in 300 di acqua fino a ridurre di 1/3, e questa (una tazza) è la dose giornaliera, l'effetto si avverte rapidamente ma è bene insistere per almeno 15 - 20 giorni. Nel caso di un'ipertensione più lieve si può utilizzare l'infuso, 30 - 50 grammi di foglie in un litro, da infondere per 25 minuti, se ne assumono 2-3 tazze al giorno. L'infuso di foglie di olivo ha anche proprietà depurative e diuretiche, antiuriche, ipolipemizzanti, ed ipoglicemizzanti, quindi svolge anche un'utile azione disintossicante generale, con particolare mira all'eccesso di acidi urici, grassi e zuccheri nel sangue. Un preparato valido da utilizzarsi qualora non si avesse il tempo di preparare la tisana è la tintura madre di foglie di olivo, la dose, variabile a seconda dei casi, è di 30-50 gocce 3 volte al giorno.
In commercio si trovano anche validi preparati nei quali l'olivo è associato ad altre piante ad azione ipotensiva, in particolare biancospino, vischio ed aglio, il biancospino (utilizzabile anche in tisana insieme all'olivo) coadiuva l'azione ipotensiva e regolarizza l'attività cardiaca, proprietà utile nelle lievi aritmie, il vischio è dotato di una notevole azione ipotensiva, ma, utilizzato da solo, non è adatto a terapie lunghe perchè dotato di una certa tossicità, l'aglio, blandamente ipotensivo, aiuta ad regolare l'eccesso dei lipidi del sangue (colesterolo e trigliceridi), problema che spesso si trova associato all'ipertensione.

martedì 10 luglio 2012

INFUSO DI ZENZERO - LA RADICE DALLE INNUMEREVOLI PROPRIETÀ



Dopo aver provveduto a schiacciare la polpa contenuta nella radice, si ricaverà un ottimo succo, che si dimostra estremamente utile per la cura di catarro e vomito di natura influenzale.
Quindi, si dovrà unire il succo ottenuto dalla spremitura della radice di zenzero con una tazza d'acqua bollente: mettiamo sul fuoco e facciamo bollire il composto almeno per dieci minuti.
Una volta terminata tale fase, potremo servire all'interno di un'apposita tazza l'infuso, che potrà essere reso più dolce grazie all'aggiunta di un po' di miele e, di solito, si berrà prima di andare a dormire.
Un'altra interessante ricetta allo zenzero è anche quella che permette di svolgere un'azione di prevenzione nei confronti di stati influenzali e raffreddori, ma riesce ad essere anche molto efficace per combattere il mal d'auto.
Gli ingredienti di cui dobbiamo disporre sono due bacche di cardamomo, cinque chiodi di garofano, un bastoncino di cannella, un quarto di limone, 500 ml di acqua e una fettina (lunga 5 cm) di zenzero, dopo averlo pelato.
La prima cosa da fare è quella di provvedere a frullare il limone insieme allo zenzero, per poi versarlo all'interno di un pentolino con l'acqua, le bacche di cardamomo e i chiodi di garofano.
A questo punto facciamo bollire il composto per almeno dieci minuti, mantenendo il fuoco ad un'intensità piuttosto ridotta.
Successivamente possiamo decidere di rendere più dolce l'infuso e, per tale ragione, aggiungere un pizzico di zucchero o di miele, per poi aspettare che il composto riposi altri dieci minuti.
Provvediamo al filtraggio e poi abbiamo a disposizione il nostro infuso di zenzero, pronto per essere bevuto.

Lo zenzero è composto per il 78% circa da acqua, dal 16% da carboidrati, 2% proteine, 1,6% zuccheri, 2% fibre alimentari e ceneri. Tra i minerali presenti annoveriamo: calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, ferro, manganese, zinco e rame.

Vitamine presenti nello zenzero: B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E e vitamina J. Sul fronte degli aminoacidi segnaliamo alanina, arginina e cistina, acido glutammico e acido aspartico, prolina, serina, lesina, glicina e tirosina.


Gli usi della pianta di zenzero a scopo terapeutico sono molteplici: da lungo tempo si conoscono le sue proprietà per combattere gli stati di nausea e di vomito; il tè ottenuto da questa pianta è invece in grado di prevenire e curare il raffreddore; oltre a rilasciare un effetto di calore e benessere lo zenzero è anche in grado di sciogliere il muco nelle vie respiratorie e a liberare i reni, facilitando così la respirazione.

In cucina lo zenzero viene usato non solo per insaporire le pietanze, ma anche per renderle più digeribili dal nostro organismo; studi recenti condotti dalla Georgia State University hanno dimostrato che l'assunzione di zenzero è in grado di apportare benefici ai dolori muscolari derivanti da attività sportiva o lavorativa. Non solo, pare che questi benefici lenitivi del dolore si estendano anche all'apparato digerente.
Molti dei suoi effetti benefici sono attribuibili al gingerolo, l'olio essenziale derivato dalla radice.
Altri benefici secondari: stimola la sudorazione, contrasta la tosse, facilita l'espulsione di scorie dall'organismo, e aiuta a mantenere la temperatura del corpo costante.

Le calorie fornite da 100 grammi di parte edibile sono pari a 80.